martedì, 09 giugno 2009

http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/INTERNET-FRATE-CAPPUCCINO-BERLUSCONI-SFERRA-LATTACCO/news-dettaglio/3676605

INTERNET: FRATE CAPPUCCINO, BERLUSCONI SFERRA L'ATTACCO

Un noto religioso, padre Giorgio Butterini (del convento dei cappuccini di Trento) ha diffuso una mail nella quale critica il governo Berlusconi poiche' - scrive testualmente - "si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese e' ormai l'unica fonte informativa non censurata".

Il frate ha titolato la sua innovativa forma di comunicazione elettronica "Perche' lo Spirito vi tenga svegli", e nel testo ricorda - tra l'altro - che "l'attacco finale alla democrazia e' iniziato. Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla l iberta' della rete internet per metterla sotto controllo".

Padre Butterini - sentito dall'Agi - ha confermato il contenuto della e-mail, laddove scrive che, "secondo il pacchetto sicurezza approvato in Senato se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo". Il religioso aggiunge che "il ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorita' giudiziaria, puo' disporre con proprio decreto l'interruzione della attivita' del blogger, ordinando ai fornitori di connettivita' alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

L'attivita' di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali".

L'interrogativo che padre Butterini pone e' quindi questo: "Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la casta con questa legge?. Il cappuccino di Trento conclude cosi:'"Obama ha vinto le elezioni grazie ad Internet. Chi non puo' farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico.

Fate girare questa notizia il piu' possibile. E' ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E' in gioco davvero la democrazia!!!".


(09 giugno 2009)
 
 
 
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categoria:cultura, politica, societa, liberta di stampa
mercoledì, 13 maggio 2009
E' inevitabile. Quando incontro gente nuova (e 'vecchia'), la domanda prima o poi arriva sempre:

Ma tu che fai? Di cosa ti interessi?

La risposta, pure inevitable, e' sempre vaga e ambigua. Ho imparato a dire:  insegno, faccio ricerca e scrivo.

Viene subito la seconda domanda: Cosa?

 Qui mi prende il panico. Guardo la persona in faccia per cercare di capire cosa e come spiegare. Di solito mi butto in una direzione che richiede due tipi di risposte.

La prima va piu' o meno cosi'. Mi interesso del welfare state: dei fattori che determinano la sua evoluzione nel lungo tempo; di come il welfare state determina le sfere socioeconomiche e politiche della vita. Fattori importanti sono la globalizzatione, le strutture socioeconomiche e politiche, i conflitti sociali e politici, i processi demografici quali l'invecchiamento della popolazione ...

Guardo la persona in faccia. Posso continuare?  Decido quasi sempre di continuare.

Cio' che veramente mi interessa, pero', e' studiare le proprieta' temporali dell'evoluzione del welfare state. Nel discorso politico, a destra si grida per gli effetti negativi dello stato sociale sull'economia; a sinistra si grida per danni che genera il mercato senza protezione sociale.

  E' naturale che arrivi la domanda: E tu che ne pensi?

Io? La mia opinione personale di per se' non e' importante, anche se le mie simpatie vanno a sinistra ... e in modo piuttosto radicale.

Aggiungo. Importante e' capire se le nostre idee sul welfare state hanno coerenza logica e rispecchiano la sua fenomenologia.

Continuo. La mia posizione e' che i dibattiti accademici e politici  mostrano una incoerenza totale e un'incapacita' pure totale di descrivere l'evoluzione storica di qualunque welfare state.

Nei mondi politici, le Cassandre di destra e di sinistra gridano al sempre imminente disastro che verra' -- o dall'esplosione del welfare state o dal caos dei mercati lasciati a stessi. Dall'altra parte, gli accademici -- economisti, sociologi, politologi, e via seguendo --  sfornano articoli / saggi e  libri come se non ci fosse domani. Il valore delle pubblicazioni sembra pesato a chili, non per la qualita'.

E' diventato tutto un po' cosi' rococo'. Dichiaro con molta semplicita':  le teorie e le metodologie statistiche che informano la ricerca di oggi -- e di ieri -- sono fondamentalmente erronei, e i risultati empirici (statistici) che vengono impugnati dalle Cassandre sono spuri.

Mi piace dire 'statistical nonsense'.

Probabile che la persona si e' persa per strada. Ma di solito e' bene concludere, anche per evitare altre domande.

Continuo. Le varie discipline usano teorie e metodologie che forse andrebbero bene per processi storici di breve termine -- di frequenza veloce e memoria corta. Invece, la fenomenologia dei processi legati al welfare state richiede teorie e metodi di lungo termine -- di memoria lunga e frequenze glaciali.

Cio' che ne viene fuori e'  un castello barocco  ... ma costruito su palafitte. E' necessario farlo cadere.

Ha senso? La risposta piu' bella e' sempre: sembra molto interessante. Ne segue un sorriso ambiguo, da ambedue le parti.  Almeno abbiamo stabilito un contatto, un po' a la E.T.:  cominciato a parlare di cose che 'sembrano' essere importanti.

Quindi ... cosa faccio? Mi interesso del tempo; meglio di come studiare -- capire e spiegare -- l'evoluzione storica-temporale. Per un evento singolare della vita, che pure mi ha portato a vivere in  posti bellissimi e interessanti, mi trovo ad applicare il mio interesse sul tempo all'evoluzione del welfare state.

Fossi andato a 'cadere' in qualche altra disciplina -- sono sicuro che mi sarei pure interessato al tempo. Fossi finito in psicologia clinica o psichiatria, sicuramente ora lavorerei su come funzionano i neuroni. Risposta: in modo nonlineare -- come molta gente qui su Splinder.  In astrofisica, sarei finito in cosmologia, per capire cosa ci fosse prima del tempo, come fosse avvenuta l'espansione dell'universo da un punto singolare di spazio e tempo, e cosa verra' dopo del tempo -- se ci sara' un dopo. Anche qui, il tempo ' funziona' in modo nonlineare.

Pure, in filosofia, e nella filosofia politica, ho sempre detestato tipi come Platone, Aristotele, e la massa di 'filosofi' che si sono nutriti dei due per secoli ... anzi per due millenni. Perche'? Perche' il tempo nel loro pensiero non esisteva. Se doveva esistere, ma solo per eliminare delle contraddizione nel loro sistema assiomatico, il tempo era un qualcosa di triviale. L'eterno, l'eternita', le forme 'pure' non toccate dal tempo rappresentavano la vera verita'. Che il tempo potesse essere qualcosa di reale per gli esseri umani -- durante il quale nascevano, crescevano, gioivano, soffrivano si disperavano, morivano, ecc. -- non importava molto ... di fronte all'eternita'. Per questo le mie simpatie sono sempre andate a tipi come Eraclito e Parmenide,  e a tutti quelli che magari sono stati ammazzati nei secoli perche' parlavano del divenire e non dell'essere. Oggi le mie simpatie vanno a tutti quelli che studiano dinamiche nonlineari -- dinamiche che non si possono predire, e che non si sa se / come controllare. Sono piu' vicine alla vita .

Anzi queste idee del divenire distruggono le certezze accumulate dai figli (qui le donne hanno meno colpe) di Platone e Aristotele su cio' che e', su cio' che e' vero, e su cio' che non e' ... o ... non e' vero. Distruggono quei muri, anche sottilissimi su cosa e' normale e cosa non lo e' ... la necessita' di avere una base forte e sicura da cui derivare con certezza la distinzione fra normalita' e non-normalita' ... senza che il tempo ci entri. Ricordo le mie risate il giorno in cui capii che uno dei piu' grandi  filosofi dell'essere --Nietzsche -- impazzi' (realmente!) quando dovette confrontare la possibile (... ai suoi tempi) realta' del Bing Bang, di cui non si sapeva nulla ... da dove era spuntato, come, perche', e quale fosse il suo significato per l'universo ... cioe' per l'universo come 'appariva' all'eroica specie umana ... e (penso) che non aveva ancora incontrato Darwin ...

Qui pero' vorrei porre delle domande sul tempo che si possono rapportare alla vita 'normale' di ogni giorno -- domande sulla persistenza della memoria. Per esempio: quali sono le differenze tra dinamiche con memoria corta (temporanea) e dinamiche con memoria lunga (persistente)?

Mi si domanda: perche' la gente che popola Splinder potrebbe / dovrebbe essere interessata a questioni sul tempo.

La mia risposta? Perche' i blogs piu' interessanti che ho trovato fondamentalmente sono preoccupati con la temporalita' della vita -- individuale, sociale, umana, cosmica ... Le poesie piu' interessanti spessissimo parlano, con metafore bellissime, di dimensioni, possibilmente infinite, del tempo; dell'esperienza individuale e soggettiva del tempo; e delle dimensioni oggettive del tempo ... E parlare di esperienze di vita non e' altro che parlare della 'memoria' delle nostre esperienze -- memoria non come ricordo, ma come la persistenza di strutture e meccanismi che ci possono rendere felici ... o buttarci nella disperazione piu' assurda  ... E chissa' che queste domande sul tempo non possano contribuire a creare nuove metafore con cui descrivere la temporalita' della vita.

**************

Il mio primo incontro con il tempo non e' stato facile ... o piacevole.

to be continued ...
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categoria:cultura, politica, societa, economy, time / tempo
mercoledì, 01 ottobre 2008

IL NUOVO DISCORSO FILOSOFICO -- IDEOLOGICO, CIOE'.

Cosi' per dilettarmi durante le ore di pranzo ho deciso di seguire due corsi sui cambiamenti climatici -- l'ultima storia di una delle tante storie sulla "fine della storia" (end of history) che sta diventando ll nuovo rave nei dibattiti accademici e politici.

Un corso e' Economia di Cambiamenti Climatici -- ovviamente, e' un economista, autorita' nel campo, che insegna. Il secondo e' Cambiamenti Climatici Planetari -- qui il professore e' uno magro magro del Dipartimento di Planetary and Earth Sciences. Niente paura -- parole grosse.

Perche' lo faccio? Non ho null'altro da fare? Al contrario. Ma i miei amici, dei veri rompiscatole, non fanno altro che continuare a parlarmi di sustainable development, e che dovrei cercare di 'entrare' nel dibattito, e che . . . ecc.

Non e' che a me non piacciano i dibattiti. Non mi piace entrarci da dilettante, se non da ignorante. Comunque, in verita' senza molta arroganza, dico ai miei amici che, dai loro commenti, il dibattito mi sembra condannato (doomed) a una fine stupida e terribile. La fine, pero', rappresenterebbe l'inizio di una nuova tragedia -- questa volta planetaria.

Cosi' per ovviare al mio dilettantismo mi seguo i due corsi. Quattro lezioni e gia' mi sento sulle spine.

Non che abbia incubi -- se ne ho, non sono su disastri climatici. Almeno penso. Forse non li ricordo.  Forse non accadono nella fase REM. E forse la prossima volta che vado per un sleep study (cioe' vengo osservato ed esaminato mentro dormo attaccato  a diecine di sensori) chiedero' se durante il sonno parlo di clima e disastri.

Il corso di economia e' un po' scocciante. No, non il professore -- che infatti e' gentilissimo, umile e preparato. Mi piace che mette in discussione  la capacita' della teoria economica ortodossa di spiegare i problemi di lungo termine dei cambiamenti climatici. Il neo? Che lui rimane sempre dentro  i confini dell'ortodossia. Ma a questo ci sono abituato. Cio' che mi serve, comunque, e' il pensiero ortodosso, che lui mi da'. Le critiche le posso sviluppare io dopo.

Mi incavolo pero' nel leggere il nuovo (nuovissimo, del 2008) libro di uno dei luminari in economia. Beh, ho letto il capitolo introduttivo. Ma so gia' dove andra' a finire. Parlo di William Nordhaus -- Yale University.

Nordhaus mi e' sempre stato antipatico. Perche? E' molto intelligente, e ha scritto su tutto. Ma e' pure di una ristrettezza mentale che fa paura. Quindi si muove bene dentro l'ortodossia.

Per esempio, uno dei suoi primi lavori (1975!!!!!!!!) e' sui cicli politici. Un bel modellino di cicli opportunistici -- cioe' i politici, egoisti come sono questi animali politici, massimizzano il  potere e quindi vogliono semplicemente vincere elezioni per ottenere/mantenere il potere. Un bell'esercizio di ottimizzazione basato sul tradeoff tra inflazione e disoccupazione, e voila' Nordhaus diventa il conosciutissimo Nordhaus.

Il problema? Nessuna analisi empirica -- che oggi significa statistica/econometria -- e' mai riuscita a 'scoprire' questo tipo di cicli. Pero' il modello e' un bel modello. Se ci possano essere alternative e/o altre dimensioni che il modello di opportunismo politico non puo' includere? Non importa. Il modello e' bello. E quindi deve essere vero. Quindi, il problema non puo' essere  il modello. Probabilmente e' la metodologia che non va   . . . E perche' no, forse e' la stessa realta' sociale/politica che non va. Forse dovremmo cambiarla questa realta' per farla funzionare come il modello predice -- con esseri egoisti e rapaci la cui essenza e' farsi a cavoli propri a scapito di tutti.

Alla fine, non puo' non essere che vero che i politici sono animali egoisti che pensano solo a se stessi -- e alle loro clientele -- solo per mantenere il potere. Che poi, e' quello che cominciarono a ripetere tutti i neo-conservatori (piu' recentemente chiamati neoliberals) da allora (1975) in poi.

Quindi, politici = animali egoisti che danno (risorse pubbliche) per prendere (voti).

Quindi cittadini = animali egoisti che chiedono (risorse pubbliche) per dare (voti).

Vecchie ideologie, nuovi valori, ecc.? Tutte cretinate, manifestazioni di cio' che una volta veniva chiamata false consciousness. Non si puo' andare contro la natura umana. E noi (1975 ad oggi?) la natura umana la conosciamo bene.

I Borg (amici/nemici di Picard nella serie Star Trek) quindi direbbero: resistance is futile; assimilate or you will be destroyed. E' futile negare l'egoismo intrinseco nella specie umana e parlare vanamente di idee, e ideali, alternativi.

Ma sto dicendo che Nordhaus e' un Borg?!? 

Esattamente. Il significato della vita deriva dalla partecipazione alla conoscenza collectiva del "tutto" -- che poi e' l'Uno. E l'Uno non puo' che avere al centro la teoria ortodossa economica. Cioe' la scienza economica.

Leggete:

L' economia (la disciplina dell'economia) ci insegna che e' illusorio credere che riduzioni significative delle emissioni (CO2) si possano ottenere con la speranza, la fiducia reciproca, la responsabilita' civica, l'etica dell'ambiente, o sensi di colpa . . .  solo i mercati, e quindi le leggi dei prezzi, possono ottenere risultati duraturi.

Pace Gore. Pace Pachauri. Pace Sen. Pace a tutti quelli che si sono sacrificati -- magari torturati e anche ammazzati nel nome di qualcosa che illusi a volte chiamano 'dignita' umana.

Nordhaus del 1975 = Nordhaus oggi.

Solo che Nordhaus oggi ha un giocattolino chiamato DICE, un supercomputer che gli permette di simulare tutti i mondi che vuole. Questi sono mondi derivati da quell'assioma sulla stupida natura umana di cui si sa cosi' poco, ma di cui il Borg Nordhaus conosce tutto. Quindi il Nordhaus simula un modello abbastanza complicato che riflette l'egoismo degli agenti (economici), e cerca di capire come il mondo sara' 50 anni da oggi.

Due problemi. Uno dalla logica delle simulazioni: Il Nordhaus puo' simulare all'infinito, e in qualche modo arrivera' sempre a trovare un sistema che corrobora cio' in cui crede. Teorie alternative -- all'ortodossia cioe'? Sono solo sistemi metafisici. E quindi non-scientifici, non-veri

Il secondo viene dalla conoscenza degli sviluppi della statistica/econometria conetmporanea. Ancora non gliel'ho rivelato -- a Nordhaus, cioe' -- il giocattolino super-computerizzato puo' solo dare risultati statistici spuri (statistical nonsense). Ma quella e' un'altra storia. Il Nordhaus cerca, e trova, equilibri di lungo termine che in realta' non esistono.

Cosi' per togliermi Nordhaus dalla testa ho cominciato a leggere un libro del secondo corso -- sui cambiamenti planetari. E mi sono divertito un po' -- anche se e' pieno di equazioni differentiali, che non mi piacciono perche' preferisco le piu' belle, e interessanti, equazioni delle differenze. Ma almeno ho scoperto delle cose piacevoli.

Ho scoperto che addirittura capisco cosa sia un fotone e cosa faccia con la sua energia quando entra nell'atmosfera. Roba da fare rabbrividire.

Di piu'? Ho imparato come funziona la costante di Planck -- che mi fa pure rabbrividere perche' pensavo che fosse importante solo per la teoria quantistica al livello atomico. Invece, cambiamenti climatici sembrano avere una base quantistica. Che roba! Tutta nonlineare, mentre l'intelligente ma ottuso Nordhaus puo' esistere solo in universi lineari.

Ma il vero divertimento viene dagli studenti. Ci sono dei tizi che alzano la mano e pongono domande che . . . io li guardo e penso che i loro neuroni siano andati in tilt. Per poi vedere il magrissimo insegnante dire sorridendo: that's an interesting question!

Aaaah?!?!  Quella domanda aveva un senso? Era una vera domanda?

Tipo?  "Ma non dovrebbe essere che il termine B nell'equazione e' in realta' la epsilon che poi deve essere integrata per tutte le dimensioni della stratosfera?"

Ok . . . you get it . . . Infatti B rappresentava la epsilon, che aveva una forma esplicita razionale abbastanza complessa.

(Nordhaus, William. A question of balance: weighing the options on global warming policies. New Haven: Yale University Press, 2008.)

(Nordhaus, William.  "The Political Business Cycle." Review of Economic Studies 42, (1975) 169-190.)

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categoria:cultura, politica, libri, societa, economy
martedì, 23 settembre 2008

"The whole world is watching," President Bush said.

(Il mondo intero ci sta guardando.)

La mantra del Bush neoliberale si basa su quattro verita' fondamentali: 

(1) distruggere la testa del mostro affamato che sono i programmi sociali;

(2) liberalizzare sempre di piu' i mercati perche' sono auto-stabilizzanti;

(3) la competizione libera distrugge i settori non competitivi dell'economia, che quindi devono essere lasciati morire, ed esalta le qualita' dei settori competitivi;

(4) gli individui sanno meglio dei politici come investire i propri soldi.

La crisi dei mercati della costruzione (real estate) e della finanza ha portato l'amministrazione di Bush a un bailout di $700,000,000,000 (billions/miliardi di dollari). Questo tipo di intervento nel gergo marxiano di una volta era definito welfare for capitalism.

Welfare per i capitalisti e' chiaramente differente dal welfare state legato a programmi sociali. Nel welfare state (all'americana), gli agenti sono individui che vivono ai margini della societa' vera -- cioe' produttiva. Sono i welfare queens, come Reagan comincio' a chiamare le donne nere (african-american) che buttavano fuori a catena figli per poter essere mantenute dallo stato. Che la proporzione di donne bianche e welfare queens fosse la stessa di quella dei neri non importava. Sono i barboni (homeless) che preferiscono (choice!) passare una notte di inverno all'aria aperta a zero gradi (Fahrenheit) per prendersi i $$$ che il governo elargisce -- invece di andare a lavoro. Sono i disoccupati di sempre che semplicemente non vogliono lavorare perche' il welfare state li mantiene. E cosi via . . .

(BTW, se chiedete a studenti universitari di primo anno -- nelle universita' a livelli di Ivy League -- cosa associano a welfare state, le prime tre risposte sono: bums, lazy, exploiters.)

Come funziona nella logica (sic) neoliberal di Bush il welfare state. Primo la gente non vuole lavorare: e' nella natura umana fregare il prossimo -- anche attraverso lo stato sociale. Lui ne sa bene qualcosa, che di lavoro non ne ha mai mangiato. Quindi, porta questa gente alla fame e cosi' imparera'. Secondo, la spesa sociale porta alla crescita del tasso di interesse: e' chiamato crowding out. Lo stato compete con i capitalisti -- che producono ricchezza vera -- nel mercato della finanza e cosi' la domanda maggiore di denaro porta a tassi superiori. Se non ci fosse il welfare state, i tassi sarebbero minori e capitalisti avrebbero piu' capitali a disposizione. Terzo, l'immissione di denaro nell'economia per mandare avanti i programmi sociali acuisce l'inflazione. L'inflazione porta alla crescita del tasso di interesse . . . Cosi' comincia una spirale perversa che puo' essere eliminata solo con la scomparsa del welfare state.

Ora $700,000,000,000  non e' che sia roba da poco. Una volta, un anno fa, si rimaneva stupiti che la guerra in Iraq venisse a costare $700,000,000,000. Beh, ormai si e' passato il $1,000,000,000,000 (trilione). Questo trilione non entra nella contabilita' della spesa dello stato. Il deficit federale e' -- nota -- $482 ,000, 000,000 (miliardi).  $482,000,000,000 + $700,000,000,000  da' un totale di $1,482,000,000,000 (trilioni). Si dovesse aggiungere la spesa di guerra (almeno la spesa ufficiale, perche' quella vera si sapra' tra venti anni) si ha un deficit $2,482,000,000,000 (trilioni).

Lasciando da parte la spesa di guerra -- che la storia dimostra sempre fa crescere il deficit nazionale, e anche contribuisce alla crescita del PDL con la produzione di armamenti -- si avrebbe un deficit di $1,482,000,000,000 (trilioni). (Bush ha detto che la guerra contribuisce a creare posti di lavoro.)

Questa somma non considera gli $85 miliardi gia' spesi per mantenere in vita (o a galla) Lehman Brothers e American International Group Inc.

Quali sarebbero gli effetti di questo deficit sull' economia nazionale -- e globale? Vediamo.

I mercati prenderebbero coscienza degli abusi e si comporterebbe come la logica benigna del capitalismo richiede? I mercati e i capitalisti non sfruttano -- non sono bums, lazy, exploiters. Loro creano ricchezza -- ma come fanno a creare ricchezza pero' rimane un mistero misterioso. Chiedete a qualunque economista e vi raccontera' tante balle -- con tanto di grafici e matematica. Per esempio, chiedete come spiegherebbe gli eventi di oggi.

Quindi, Bush decide di immettere $700,000,000,000  per stabilizzare il mercato finanziario. Ora staranno tutti buoni e bravi.

Prima reazione. Il governo ci salva. Ieri (lavorativo, e quindi Venerdi scorso) Wall Street s'impenna con punte di piu di +300. Siamo salvi. Il governo ci salva e possiamo continuare con la vita. Ma se il governo ci salva, sempre, perche' dobbiamo preoccuparci per il futuro?

Ah il futuro. Pero' se il bailout costa tanto, potrebbe spingere sempre piu' su' l'inflazione -- specialmente con un deficit cosi grande. E l'inflazione potrebbe spingere su' i tassi di interesse. E quindi il capitale non-finanziario (cioe' quello industriale, delle case, ecc.) affronterebbe spese maggiori (crowding out), che indebilirebbero la crescita economica. La bassa crescita dell'economia americana -- che e' trainante -- causerebbe una recessione globale. Allora, converrebbe agli investitori globali di investire negli Stati Uniti? L'inflazione li farebbe volare via?

Oggi, lunedi, dopo chiari ripensamenti durante il weekend, gli investitori trovano il Nodo di Gordo -- che nel gergo marxiano era chiamato "una contraddizione". Quindi che succede?

Il prezzo del petrolio va su immediatamente di $25 al barile. Alla chiusura e' su di $16. Qualcuno si e' fatto un mare di soldi. (In Italia si mormora Moratti, presidente dell'Inter, che con in prezzi cosi alti si puo' permettere di comprare chi vuole a quanto vuole.)

Wall Street chiude a -3%.

Il Commodity Futures Trading Commission sta monitorando la situazione per assicurarsi che nessuno stia speculando sul prezzo del petrolio. Mi domando cosa fa il vice-presidente Cheney nel frattempo.

Cosi, quindi funziona il circolo perverso:

(1) il governo stampa un $1,000,000,000,000 (trilione);

(2) il $ si indebolisce, specialmente nei confronti dell'Euro;

(3) l'inflazione aumenta, e indebolisce la competitivita' dell'economia;

(4) it tasso di interesse aumenta per eliminare l'inflazione 'eccessiva';

(5) gli investimenti diminuiscono; ecc.

Come si uscira' da questa 'crisi' -- si uscira'? Quanto durera'? Mesi? Anni?

Chi paghera' questa somma enorme? Sara' il mostro del welfare state, come Bush, e ora McCain, dicono?

C'e' verita' nell'idea che i mercati sono autostabilizzanti? Perche' Bush non lascia morire le compagnie che stanno per fallire?

E poi e' proprio vero che gli individui sanno meglio come investire i propri soldi?

E del bonus di $60,000,000 (milioni) che Paulsen, allora Direttore della Goldman Sachs, diede a se stesso due anni fa prima di accettare l'incarico di Secretary of the Treasury?

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categoria:politica, economy
domenica, 21 settembre 2008

Tom, un mio amico molto arguto, e divertente, si e' chiesto oggi:

If John McCain thinks Wall Street is a "casino culture", why on earth does he want to put all our Social Security savings there?

 (Se John McCain pensa che Wall Street rappresenta una "casino culture", perche' poi vuole investirvi i nostri fondi di pensione?)

Gli shocks finanziari -- tipo montagne russe -- degli ultimi giorni hanno sollevato quello che io spero siano gli ultimi veli da quello che e' diventato quasi un dogma nel discorso politico (e accademico): l'efficienza dei cosiddetti liberi mercati.   

Bush II comincio' il suo regno -- con quelle sue orecchie di coniglio e il naso di gufo -- che il sistema di social security creato negli anni della 'Great Depression' del secolo scorso (1929!!!!!!!!!!!!!) aveva fatto il suo tempo. Era tempo di eliminarlo e spronare gli individui a creare fondi di pensione privati: l'individuo, meglio dello stato, sa come investire i suoi guadagni.  Da allora, questa e' la risposta robotica che gli esce dalla bocca quando si parla dello stato sociale -- del 'welfare state', che ora ha acquisito delle connotazioni cosi' negative che si ha paura a menzionarlo nel discorso politico.

Un'idea piu' grandiosa? Investire i fondi di pensioni esistenti a Wall Street. Perche'? Perche' i mercati -- tutti i mercati, non solo quelli finanziari -- sono piu' efficienti dello stato e assicurano dei profitti maggiori. Quindi, ne segue che i nostri vecchietti avranno piu' soldi e avranno vita piu' ricca.

Il futuro non potrebbe apparire piu' roseo. Cominciamo col convertire la gente ad abbandonare gradualmente  i fondi di pensioni e il loro investimento in bonds (titoli di stato)  -- che permettono un guadagno piu' basso . . . ma anche piu' sicuro. E poi prendiamo tutti quei trillions che ora esistono nel fondo del Social Security e . . . il Big Bang nei mercati finanziari creera' ricchezza infinita.

Bush II chiama alla sua corte le grandi menti di economisti del regno -- Glenn Hubbard, first, and Gregory Mankiw later, direttori del Council of Economic Advisors; e Greenspan, il grande ciarlatano chairman della FED (Federal Reserve System). Tutti premettono e promettono che la privatizzazione e l'investimento dei fondi portera' piu' ricchezza.

Guardate il Cile! Ha privatizzato i fondi di pensione, investendoli nel mercato, seguendo la dottrina della Chicago School, e il Bing Bang dei profitti e' arrivato. Si fa notare come il processo sia avvenuto durante la dittatura di Pinochet, quando le scelte non erano le tue -- dell'individuo, cioe'. Non e' necessario notare che i fondi di pensioni cileni siano falliti.

Guardate l'Inghilterra! La Thatcher ha fatto grandi cose con le privatizzazioni, anche delle pensioni. Anche qui si fa notare the i profitti degli investimenti siano stati minori di quelli dai titoli di stato. E poi lo stato e' dovuto intervenire per prevenire il fallimento.

Stessa storia per Australia e Nuova Zelanda.

Ma questa e' storia -- come sempre vaga e ambigua. E comunque il sistema americano e' 'exceptional', e le leggi dell'universo non funzionano negli Stati Uniti.

Piccola nota del mese scorso. L'instabilita' dei mercati negli ultimi mesi ha mandato quasi sul lastrico 80% dei vecchietti che hanno ascoltato Bush & Co. Cioe', non solo sono crollate le rendite, ma e' diminuita la ricchezza vera di questi poveretti.

Ma non dovevano i mercati liberi creare piu' ricchezza? Come spiegare altrimenti la politica decennale di privatizzazione e di deregulation dell'economia. Troppi impedimenti dallo stato nei  mercati?

E allora Enron? Freddie Mac? AIG (American Insurance Group)? Lehman? E ora l'intervento massiccio per eliminare i debiti delle corporazioni con la crescita del debito dello stato?

Beh, se non si fa nulla (interviene) c'e' il pericolo di una crisi finanziaria come quella del secolo scorso (1929!!!!!!!!!!!!!!!). Per inciso, quando si creo' il sistema di social security. Se si interviene, il debito nazionale sara' enorme. (Da notare che le spese per le guerre di Iraq e Afganistan non compaiono nel deficit/debito nazionale.) Chi paghera' questo debito? E come sara' pagato? A chi andranno i fiumi di denaro che il governo americano (ma anche la ECB) sta immettendo nel sistema finanziario?

 

 

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categoria:economy
sabato, 20 settembre 2008

Somerville Massachusetts (MA)

Mi ritrovo a vivere per alcuni giorni a Somerville. Fino all'altro ieri Somerville era per me, che di solito vivo a Cambridge, la fine dell'universo. Un mondo tutto a se', con cui evitavo il contatto.

Ho scoperto che Somerville Avenue rappresenta il confine tra Cambridge e Somerville. Quindi distanza tra le due citta' e' zero metri -- altro che fine dell'universo. Ho pure scoperto che in dieci minuti a piedi, lentamente mangiando una fetta di pizza (pizza per dire), arrivo ad Harvard Square. Ed io che prendevo in giro amici che abitano a Somerville, che definivo, appunto, un'altra galassia. Volevano invitarmi a cena? Bene, ma dovevano venirmi a prendermi in macchina. Al ritorno magari era un taxi.

Ho scoperto pure su Highland Avenue un ristorante di cucina tipo fusion sudamericana. Non ci ho ancora mangiato perche' sempre pieno -- e devo dire di gente molto grossa e grassa (americana cioe'). No la clientela non e' sudamericana, anche se il quartiere e' in maggioranza abitato da brasiliani e portoghesi. Al ristorante, la gente  sembrava in gran parte "Irlandese".

Di fronte al ristorante c'e' pure una pizzeria, un buco stretto e lungo. I padroni sono greci. L'altro giorno mi ci sono fermato. Erano le 3 del pomeriggio. Stavo andando a Cambridge, mi ero alzato tardi, e non avevo pranzato. Da fuori vedo molta gente che parla animatamente. In una piccola parte del mio cervello mi dico: cavolo, ma possibile arrivare in un posto come questo con i sudamericani che parlano a voce altissima -- tutti con tutti. 

Le prime persone che incontro sono altissimi -- strano perche' i sudamericani in genere non sono giganti. Ordino la pizza e mi giro per osservare la gente. Sono tutti ragazzi di liceo. Guardo meglio. A uno dei tavoli, seduti in sei, sono uno di aspetto asiatico, due bianchi (un ragazzo e una ragazza), tre neri (due ragazze e un ragazzo). Al secondo tavolo vedo tre asiatici (due ragazze e un ragazzo), due bianchi (ragazzo-ragazza), e un ragazzo nero. Gridano, ridono, si spingono con le mani, si danno spallate, si abbracciano, flirtano, con sorrisi che si intrecciano nei due tavoli. Tutto succede velocemente.  Out of here.

Mangio la pizza scendendo per la collinetta che mi portera' a Somerville Avenue (dopotutto siamo negli USA, e mangiare per strada e' ok). Mi viene un sorriso dolce pensando a quei ragazzini che dopo le lezioni trasformano la pizzeria in un piccolo pub. Penso alla diversita' dell'aspetto e del colore della pelle. Mi domando se questo pensiero mio passi per l'anticamera del loro cervello.

Ci sono andato pure ieri. Stessa storia. Alzato tardi, rispondere alle emails, programmare la serata, andare in palestra. L'idea della palestra mi da' secondi pensieri sulla pizza. Ma Sasha, l'insegnante, ci distruggera' per un'ora e mezza. Quindi . . . posso giustificare. Entro. Quei ragazzoni sono sempre alla porta. Devono essere i giocatori di basket del liceo.

Ma i pensieri erano diversi. Avevo appreso la notizia dall'Italia sulla "strage di Caserta". Le varie ipotesi sugli africani -- se erano nigeriani, e quindi possibilmente spacciatori. O se erano del Togo o del Senegal. E cosi' via.

Penso, scendendo per la collinetta: camorra o non camorra, extracomunitari bianchi o neri o gialli, spacciatori o non spacciatori, e' comunque difficile assorbire la notizia della strage. Come e' stato' pure difficile ascoltare il tormentone di questa estate -- le trovate del ragioniere Maroni sulla necessita' di schedare i Roma (a.k.a, zingari) con il DNA per il loro stesso bene. Maroni sara' pure un buon ragioniere, ma magari non capisce che, nonostante le differenze, la specie "homo sapiens"  condivide lo stesso DNA. E lasciamo perdere il Bossi, che vuole spiegare le bocciature (multiple) del suo delfino -- il figlio -- incolpando i maestri meridionali. Il loro DNA non e' padano, quindi . . . Forse si dovrebbe schedare pure loro per essere sicuri che non sarannno mai a contatto con i bambini padani. Ma come dice il suo fidato amico Berlusconi: e' malato (alla testa, cioe'), quindi . . .

Dicevo ad amici, questa estate ora passata, che il problema del razzismo in Italia mi portava ad apprezzare meglio l'esperienza degli USA, dove il problema e' piu' vecchio e, pensavo allora, piu' acuto. Non che il problema del razzismo sia nuovo in Italia -- o in altri paesi Europei. E neppure che il problema del razzismo sia risolto negli USA. Altroche'.  Ma almeno si e' arrivati a delle leggi che vietano il razzismo. Non che le leggi sole siano sufficienti a eliminare il razzismo -- qualunque sia la forma. Ma almeno ci sono e danno speranza.  E il sorriso dolce che mi e' venuto nel vedere quei ragazzi di diverse forme e colori in pizzeria giocare, prendersi in giro, toccarsi, e guardarsi negli occhi magari aiuta a sperare.

 

 

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categoria:societa
venerdì, 19 settembre 2008

(In hard times, tent cities rise across the country, Associated Press)

Attenzione: un campo di senzatetto potrebbe arrivare nel tuo quartiere!

Michael Stoops (acting executive director of the National Coalition for the Homeless in the U.S.)

La poverta' e i senzatetto sono aumentati. L'economia e' nel caos. Il paese e' in  una recessione -- ancora non ufficiale.

Le citta' al momento piu' a rischio:

Reno (Nevada)

Seattle (Washington)

Athens (Georgia)

 Los Angeles (California)

Santa Barbara (California)

Fresno (California)

San Francisco (California)

Oakland (California)

Portland (Oregon)

Chattanooga (Tennessee).

San Diego (California)

Columbus (Ohio)

 

 

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categoria:politica
martedì, 09 settembre 2008

Genre:  Tragedy

(In inglese perche' le frasi sono prese dalle fonti originali dei libri e giornali.)

Act III:  The War Within: A Secret White House History, 2006-2008

Author: George W. Bush (president of the empire)

Actor  #1: Bob Woodward (Washington Post)

Actor  #2: Stephen Hadley (National Security Adviser)

Actor #3 (supporting role): Anna Perino (Spokeswoman)

Actor #4 (suuporting role): Condoleezza Rice (Secretary of State)

**************************************

Act #1: 2002 (Bush at war)

Bob

The president is a strong, resolute, even visionary leader.

Act #2: 2006 (State of Denial)

Bob

The president is a passive, stubborn and intellectually incurious leader, given to an almost religious certainty about his decision making and inclined to make instinctive gut calls.

Act #3: 2008 (War Within)

Scene #1

Bob

A president must be able to get a clear-eyed, unbiased assessment of the war.

The president must lead.

For years, time and again, President Bush has displayed impatience, bravado and unsettling personal certainty about his decisions.

The result has too often been impulsiveness and carelessness and, perhaps most troubling, a delayed reaction to realities and advice that run counter to his gut."

After ordering the invasion, the president spent three years in denial and then delegated a strategy review to his national security adviser.

Bush was intolerant of confrontations and in-depth debate.

There was no deadline, no hurry.

The president was engaged in the war rhetorically but maintained an odd detachment from its management.

He never got a full handle on it, and over these years of war, too often he failed to lead.

President Bush was detached (from an internal review he ordered of the war in late 2006 ), tentative and slow to react to the escalating violence in Iraq.

The review was done in secret because the White House was worried it would damage GOP chances in midterm elections.

Then Bush decided that thousands of additional troops were needed, and he moved with focus and determination even though top military advisers resisted him.

Stephen

Bush was NOT slow to react to escalating attacks in Iraq.  The president drove the process.

It is "not true" that the review was kept secret to avoid damaging GOP chances in the midterm elections. We did the review under the radar screen because the electoral season was so hot.  The review was done in secret to avoid politicizing the process.

If Bush had wanted to boost the Republican chances in the election, he would have publicly announced both the strategy review and the decision to change his secretary of defense (Rumsfeld).

The president did neither so as to avoid politicizing these decisions.
 

Scene #2

Bob

Bush's decision in January 2007 to send about 30,000 more troops to Iraq  (the surge) was not the primary factor behind the steep drop in violence. Four factors reduced the violence:

covert operations,

the military buildup,

anti-American Shiite cleric Muqtada al-Sadr's decision to rein in his Mahdi Army,

the "Anbar Awakening" in which Sunnis joined Americans in fighting al-Qaida in Anbar province in western Iraq.

Stephen

I beg to differ. The military buildup in troops was crucial. The buildup actually "enabled" the other factors.

The surge helped us convince Sadr that a cease-fire was in his best interest because his Mahdi Army could not prevail on the battlefield.

The surge gave the Awakening Movement the confidence to continue to stand up to al-Qaida and take back Anbar province.

The surge provided more resources and a security context to support newly developed techniques and operations.

The surge allowed the Iraqi security forces to grow and build their capacity to fight.

 

Scene #3: Espionage? Moi?

Bob

The Bush administration spied extensively on Iraq Prime Minister Nouri al-Maliki and others in the Iraqi government.

Stephens

Spying? Us?

Anna

We have a good idea of what Prime Minister Maliki is thinking because he tells us, very frankly and very candidly.

Scene #4: Closing.

Bob

The book is fully supported by reporting, documents, interviews and the president's own words."

Stephen so "hero-worshipped" the president that he often sidelined his own analytic methods to embrace Bush's certainties.

Data

4,100 American lives

30,000 seriously wounded

86,864  -  94,782: documented Iraqis civilian deaths from violence (Iraq Body Count)

426,369 - 793,663: estimated civilian deaths (worsening health and environmental conditions ) (Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health)

1,000,000 estimated civilian deaths. (Data compiled by London-based Opinion Research Business (ORB) and its research partner in Iraq, the Independent Institute for Administration and Civil Society Studies)(IIACSS)

Condoleezza

There are a lot of things if I could go back and do them differently, I would.

One I would not do differently is, we should have liberated Iraq. I'd do it a thousand times again. I'd do it a thousand times again.

Bob

Condolleeza never took her complaints about unduly rosy military reports to Bush.

The president almost demanded optimism.

 

 

2008 (War within)
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categoria:politica
sabato, 06 settembre 2008

Messaggio da Marie:

Your update made my day...glad to know there are still sane people out there!!! After listening to Palin last night, I started planning how to move out of the U.S!
Si riferisce  al mio status update di mercoledi, terzo giorno della convention repubblicana:
I got a strong stomacache from PALIN, the new pontificating idiot on the block: U.S. sent troops to Iraq on a 'task that is from God.'
Altro che crociate da questa potenziale vice-presidente. Nessuno dei pundits in televisione ha il coraggio di chiedere: di quale Dio parla? Lei e' cristiana . . . e gli Stati Uniti sono la terra promessa di "milk and honey".
Rispondo:
For me it was great to see your call to "Intelligent women . . . " -- gutsy one. But last night with MacCain was even worse -- the speech ended like an orgiastic nazi-like public arousal.
Marie ha creato un blog chiamato "Intelligent women against Palin". Marie e' una grande.
Il robot-like MacCain e la folla di repubblicani gridavano in crescendo forennato: U.S.A.!  uLa musica d'accompagnamento era una canzone su MacCain scritta da uno di quei country singers con baffi e cappeli texani. Non ne conosco il nome, e non mi interessa saperlo: solo so che tutti sembravano extra-terresti -- alieni con cui la specie umana ha nulla in comune. Sembrava di vedere un film sulla Germania nazista, con le folle in piazza che osannavano il nuovo leader, e il nuovo leader che approvava e dava significato alle grida della folla.
MacCain rivela che nuovi tempi che renderanno gli Stati Uniti nuovamente potenti, stanno per arrivare. I cento, e piu', anni di guerra promessa in Medio Oriente sono vicini a diventare realta'. Mesi fa ho scommesso sulla piazza di Londra che Bush ci fara' un ultimo regalo: sferrera' un attacco micidiale contro l'Iran prima di lasciare a Gennaio. Ideale per MacCain, che finalmente sara' libero di usare come vuole il suo testosterone. In piu', la nuova guerra fredda--non piu' ideologica ma diretta al controllo di risorse energetiche--e' gia' cominciata. Gli U.S.A hanno una responsibilita' di difendere l'alleata Georgia. Cosa fare, e come? Quello rimane top secret.
U.S.A.!  Forse Marie e' saggia a pensare di lasciare l'impero. Ma dove si andrebbe?
Nel mezzo di tutta questa pazzia che periodicamente sembra incombere su parti della specie umana, l'altra pazza della mia amica  Shianti mi invita a vedere il film / documentario Long Night's Journey into Day. La vita dimostra sempre dell'ironia micidiale. Cosi' dopo i due giorni orgiastici di Palin and MacCain ci ritroviamo ad assorbire l'esperienza del Sud Africa nel periodo post-apartheid. Qui la gente intravede la possibilita' reale della comunicazione per tentare una guarigione con la verita'.
Va cosi:

Long Night's Journey Into Day reveals a South Africa trying to forge a lasting peace after 40 years of government by the most notorious system of racial segregation since Nazi Germany. The documentary studies South Africa's Truth and Reconciliation Commission (TRC), set up by the post-apartheid, democratic government to consider amnesty for perpetrators of crimes committed under apartheid's reign.

The stories in the film underscore the universal themes of conflict, forgiveness, and renewal. A white special forces officer, deeply remorseful for the crimes he committed, struggles to reach peace with the embittered wife of a black activist he killed 14 years ago.

A group of mothers, after enduring years of misinformation and denials by the authorities, learns the truth about how their sons were set up, betrayed, and killed in a vicious police conspiracy.

A young black activist comes to recognize the anguish he caused by killing a white California student during a mob riot, while her parents see past their pain to embrace a new, multi-racial South Africa.

The TRC is raising some of the most profound moral and ethical questions facing the world today - questions about justice, truth, forgiveness, redemption, and the ability of brutalized and brutalizing individuals to subsequently coexist in harmony.

As it emerges from its tragedy, South Africa is showing the rest of the world that even the most bitter of conflicts can be addressed through honesty and communication. Long Night's Journey Into Day is witness to history in the making.

MacCain and Palin pure sono vicini a fare/creare la storia, Ma quale storia?

 

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categoria:politica
sabato, 30 agosto 2008

10 libri che hanno influenzato il mio pensiero. (A richiesta di Carine.)

Kaputt (Malaparte)
Sei personaggi. .. (PIrandello)
Of mice and men (Steinbeck)
America (Baudrillard)
Lettere (Rilke)
Chance and Necessity (Monod)
The elegant universe (Green)
One hundred years . . . (Marquez)
Complexity / Chaos (Wallport ecc.)
Magister Ludi / Siddharta (Hesse)
Arcadia (Stoppard)
Istanbul: memories of a city (Pamuk)
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categoria:libri